FRIULI 6 maggio 1976-2021

Pubblicato da Luki il

Quella sera,
quando la terra cominciò a tremare,
la nera signora, avida come non mai
prese con sè bambini, giovani e meno giovani.
Incurante delle grida di paura e dolore
che si perdevano fra l’assordante rumore
dei crolli delle case.
Doveva fare in fretta,
sapeva che presto sarebbero
arrivati gli angeli.

Tanti angeli
che giunsero da ogni dove.
Per tutta la notte mentre la terra
tremava forte, si prodigarono
in una corsa senza tempo, per salvare
tante vite umane.

Il giorno dopo
e per giorni ancora
arrivarono altri angeli,
anche loro con l’intento di portare
conforto e aiuti, a chi aveva perso
i propri cari, a chi aveva perso tutto.

Interi borghi e paesi
distrutti, sgretolati
al passare di una forza bruta,
che aveva lasciato
tra le macerie la fatica, il lavoro,
il sudore di un popolo orgoglioso
della propria terra.
Tutto intorno
desolazione e sconforto.

Quegli angeli
videro sul volto dei friulani
la voglia di rialzarsi, di andare avanti,
di ricostruire.
Così si ricominciò a ridisegnare:
le case, le scuole, chiese,
botteghe e strade.

Man mano
quei borghi e paesi rifiorirono.
Pareva che tante mani
avessero attinto da una grande tavolozza
colori nuovi
e dipinto di gioia tutt’intorno.

Allora
quegli angeli
se ne andarono in silenzio.
Così come erano arrivati.

Angeli dai mille volti:
di tanti giovani alpini di leva,
di tanti alpini in congedo, di tanti
medici, forze dell’ordine, volontari.
Tutti conoscevano la lingua universale
fratellanza e amore!

Gemma Placereani in Furlanetto

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